Le culture e le differenze nei vari paesi del mondo fanno nascere nuove tendenze e stili di vita. “Discover”, è il verbo inglese che più di tutti rispecchia il perchè in alcuni paesi, compreso il nostro, non siano ancora nate delle mode o non siano ancora spopolate delle discipline sportive già oggetto di competizioni nel resto del mondo.

Viaggiare è l’unico modo per scoprire, studiare, esplorare e copiare. Ebbene sì, le mode nascono perchè vengono imitate quelle già esistenti. Il segreto è proporre qualcosa in più, quello che le persone ancora non si aspettano, creare il bisogno o incuriosire.

Il bubble football è una disciplina sportiva alternativa diffusa in tutto il mondo e rimasta semi-sconosciuta in Italia finché uno dei colossi del settore della telefonia mobile ha deciso di investirci creando uno spot che in fretta ha suscitato l’attenzione di molti come spesso accade quando percepiamo qualcosa come nuovo.

La storia del bubble football nasce da paesi nordici, ai confini del polo, grazie all’inventiva di due norvegesi, Henrik Johan ed Elvestad Golden.

Il primo match è stato trasmesso dalla TV norvegese alla fine del 2011. Quello che all’inizio sembrava un gioco grottesco in stile giapponese è diventato, grazie anche alla popolarità conquistata su Youtube, uno spasso diffuso in tutto il mondo.

Da Parigi ad Hong Kong, dagli Stati Uniti al Quebec, dal Regno Unito all’Australia, il bubble football sta spiccando il volo, proprio come una bolla di sapone trasportata dal vento. Sono spuntati decine di venditori di bumper ball (la sfera gommosa utilizzata per il gioco) online, all’estero e anche in Italia.

Le regole per la pratica della disciplina sportiva sono molto semplici. Si gioca 5 contro 5, tutti aggrappati alle maniglie della propria bumper ball. Non esistono falli (d’altronde come ci si può far male?). Le spallate da dietro sono le uniche ad essere vietate e non ci sono portieri.

Lo scopo del gioco è fare gol, ma già dal calcio d’inizio di un match si capisce subito che il vero obiettivo è divertirsi: urtando contro un avversario, grazie agli involucri gommosi, questi finirà scaraventato lontano come una palla impazzita, senza subire alcun danno. La bolla gommosa protegge il giocatore avvolgendone l’intero corpo dalla testa fin sotto il bacino: nonostante sia estremamente spettacolare, si tratta di uno sport sicuro. Ad ogni modo, il calcio nella bolla ricorda anche un po’ il football americano dove il contatto tra i giocatori è parte integrante dello sport molto più di quanto lo sia nel calcio.

Dove giocare a bubble football in Italia?

La diffusione di questo gioco è ancora alle fasi iniziali: la crescente curiosità, però, ci spinge a pensare che si diffonderanno sempre più dei centri attrezzati dove noleggiare l’attrezzatura e quale occasione migliore se non proporre questa disciplina all’interno di circoli sportivi, spiagge, scuole e centri giovanili?

Tuttavia, grazie alle plastiche resistenti delle quali è composta la bumper ball, non è necessario un campo ad hoc per il calcio nella bolla: bastano uno spazio sufficiente, le sfere magiche e due porte. Per questo motivo è facile immaginare che le spiagge italiane saranno il teatro ideale per il definitivo successo del bubble soccer, uno sport che risulta estremamente divertente e spettacolare, soprattutto se si gioca in misto.

Ebbene sì, uomo e donna insieme, il binomio perfetto per il divertimento…in tutti i sensi!