Tradizione, è il termine piu utilizzato per identificare una disciplina sportiva o discipline derivate da un passato glorioso con una storia alle spalle emozionante e vissuta che pur richiamano attualmente la passione del singolo atleta.  La luce cambia in base alle ore del giorno, i colori della natura si infrangono nell’acqua e l’unico rumore che avvolge il tragitto verso il traguardo è quello della natura circostante.

Parliamo del Canottaggio, che appartiene alla grande famiglia degli “sport minori”. Sport olimpici che malgrado un bacino d’utenza decisamente inferiore, ottengono pregevoli risultati e proiettano ragazzi e ragazze nell’orbita azzurra.

L’Italia non è da meno in questa disciplina come molti di voi appassionati ricorderanno. Epiche remate che hanno portato al trionfo brillanti atleti e atlete rappresentanti la nostra bella Italia.

Domenica 14 settembre, a Treviso, abbiamo avuto l’onore di assistere da vicino, a contatto con atleti di ogni età e di entrambi i sessi, ad una manifestazione sportiva organizzata dalla Canottieri Sile Treviso, circolo di rematori storico che da oltre 100 anni mette la passione al primo posto nella pratica e nello sviluppo di discipline sportive legate al Canottaggio in tutte le sue varianti, da quelle storiche, legate al territorio, a quelle più moderne, come la stand up paddle.

Tra gli atleti in gara un atleta di tutto rispetto, l’eroe azzurro Francesco Rigon, tre volte campione del mondo: nel 2008, nel 2009 e a Bled (SLO) nel Settembre 2011.

MAR_2685

La marca trevigiana raccoglie un centinaio di tesserati distribuiti in tre sodalizi. Canottieri Sile e Circolo Ospedalieri sono i club più noti.

Il Sile, fiume storico e oasi naturale di assoluto prestigio nel territorio trevigiano, diventa luogo di allenamento per ragazzi più o meno giovani e consente agli  sportivi amanti del running di correre nella pista ciclabile adiacente immergendosi nella tranquillità e romanticismo che la città di Treviso trasmette. 

La tradizione è consolidata: Treviso centrò un oro olimpico a Città del Messico 1968 con il trio Baran-Sambo-Cipolla. 

Abbiamo avuto l’occasione di assistere a varianti diverse legate alla medesima disciplina sportiva, a partire dalla voga veneta fino al kayak monoposto, ma non solo. Con la classica “camiseta” bianca e blu, colori identificativi della città, si sono sfidati in un clima di assoluta amicizia, divertimento e rispetto.

Lo spettacolo maggiore è stato vedere un gruppo coeso, un circolo sportivo d’altri tempi immerso in un contesto naturale affascinante, dove l’approccio allo sport di squadra è reso semplice grazie a molteplici professionisti e persone di valore non solo dal punto di vista sportivo ma soprattutto dal punto di vista umano.

Ci ha colpito ed entusiasmato la determinazione di giovani atleti in gara, gli occhi pieni di passione dei veterani e lo sguardo del pubblico presente, che seguiva con entusiasmo ogni fase della manifestazione.

Il resto lo lasciamo alla vostra immaginazione, per quanto ci riguarda facciamo i nostri complimenti a chi ancora lo sport riesce a viverlo con amicizia, sana competizione e disciplina nei confronti del concorrente, che nonostante tutto rimane sempre l’amico di sempre, appassionato a quella cosa che identifica tutto: il valore dello sport.

A nome di tutto il team Sportfarm, si ringrazia Marcello Pezzè, fotografo ufficiale dell’evento, per averci concesso l’utilizzo delle fotografie di cui i diritti sono riservati.