Disciplina emergente degli ultimi anni, il Wakeboard sta spopolando in Italia sempre di più dopo aver conquistato migliaia di appassionati in tutta Europa e in gran parte del mondo.

Grazie infatti agli impianti di nuova concezione, i System 2.0, si possono sfruttare bacini d’acqua più piccoli con un investimento, in termini economici, sensibilmente minore rispetto ai tradizionali Cable Full Size.

Parlare solamente di sport praticato, però, è riduttivo. Vi siete mai chiesti come nasce l’idea di costruire un wakepark e quale sia il procedimento per trasformare un’idea in realtà?

Inizialmente va individuato il sito dove poter collocare l’impianto. Si può scegliere di installarlo in un bacino già esistente, come un lago di acqua sorgiva o artificiale, o di effettuare uno scavo su misura, una soluzione migliore, ma decisamente più costosa.

Le dimensioni del bacino per installare un impianto possono variare da una lunghezza minima di 100m, ad un massimo di 240m circa. Per quanto riguarda la larghezza, una trentina di metri sono il minimo indispensabile per consentire ampi margini di manovra nelle virate agli estremi e l’eventuale installazione di strutture.

Quando si parla di System 2.0, non si può non menzionare il marchio Sesitec, leader mondiale nella progettazione e implementazione di impianti mobili progettati per la pratica del wakeboard, che si muove in un mercato sempre più vivace e numeroso.

“Una disciplina che si fonde con la natura circostante, facile da imparare e adatta a chiunque”

Il System 2.0 è composto essenzialmente da due torri mobili, disponibili in diverse dimensioni (dipende dalla marca, con Seasitec, per esempio, si può scegliere tra 6 o 9 metri) e collegate da un cavo di acciaio che scorre su due pulegge in modo circolare. Sul cavo è fissato il “carrier”, ovvero un triangolo al quale è attaccata la corda col bilancino, che permette, muovendosi avanti e indietro, di surfare sull’acqua.

Il tutto è alimentato da un motore interamente elettrico, quindi silenzioso, non inquinante, a garanzia di consumi ridotti.

La velocità dell’impianto si aggira solitamente intorno ai 30km/h, ma può essere regolata manualmente da un telecomando (disponibile anche wireless), che permette tra l’altro di fermare, invertire la direzione, e far ripartire il cavo in qualsiasi momento, in caso di caduta del rider. Questo, unito al tiro dall’alto, rende l’apprendimento molto più veloce e divertente.

Le possibilità di sfruttamento sono incredibili. Come soluzione unica, in aggiunta ad un Full Size Cable, come supplemento ad altre strutture preesistenti, ad esempio aquapark o parchi di divertimento. Con un investimento ridotto si può dare l’accesso, a tutti, a questo meraviglioso sport!

Nel prossimo articolo continueremo nella spiegazione, soffermandoci su quali sono i principali costi da sostenere, sulle principali fonti di ricavi e su quali siano le principali modalità di gestione che si stanno delineando nel territorio nazionale.

Stay tuned!